Ogni anno, nella terza settimana di luglio, una città dei Paesi Bassi diventa teatro di uno dei più grandi raduni podistici al mondo. Un percorso attraverso la storia, il formato e i segreti della Marcia di Nimega.
Esistono gare note per la velocità e prove note per la distanza. La Marcia dei Quattro Giorni di Nimega (Nijmeegse Vierdaagse) è nota per qualcos'altro: la resistenza ripetuta. Percorrere 30, 40 o 50 chilometri non è già poco. Rifarlo il giorno dopo, poi il giorno seguente ancora, e poi una quarta volta: è questo che rende leggendaria la reputazione di questo evento olandese soprannominato «The Walk of the World».
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Marcia di Nimega non è stata creata come un'escursione per il grande pubblico. La sua origine è militare: l'idea venne da un ufficiale olandese desideroso di migliorare la resistenza e la capacità di sopportare la fatica dei suoi soldati su lunghe distanze.
La primissima edizione si tenne il 1° settembre 1909. Riunì 296 militari e soli 10 civili, distribuiti su quindici percorsi diversi che partivano da dieci caserme distinte — e non, all'epoca, solo da Nimega.
Fu nel 1925 che la città di Nimega si impose definitivamente come punto di partenza e di arrivo. Il suo punto di forza: una regione dai paesaggi variegati, tra pianure, polder, foreste, rive del Waal e della Mosa, colline intorno a Groesbeek e prossimità con il confine tedesco — il tutto per offrire quattro giornate di cammino dalle atmosfere molto diverse.
L'evento si è aperto progressivamente ai civili, alle donne e ai partecipanti stranieri. L'edizione del 1928, organizzata sulla scia dei Giochi olimpici di Amsterdam, segnò una vera svolta internazionale, con l'arrivo di marciatori tedeschi, britannici, norvegesi e francesi.
Oggi, militari e civili camminano fianco a fianco: famiglie, club escursionistici, aziende, associazioni, distaccamenti militari stranieri in uniforme... La Marcia di Nimega è diventata un simbolo di incontro tra culture e generazioni, oltre che una prova fisica.
Ogni giorno vengono proposti tre formati:
La vera difficoltà non viene da una singola tappa, ma dalla ripetizione dello sforzo per quattro giorni consecutivi, con un tempo di recupero limitato tra una giornata e l'altra.
È possibile scegliere liberamente la propria distanza? Non del tutto. I civili devono rispettare una distanza regolamentare minima, fissata ogni anno in base all'età e alla categoria del partecipante: è possibile iscriversi al di sopra di questo minimo, mai al di sotto. In un gruppo, tutti i membri devono percorrere la stessa distanza.
I distaccamenti militari percorrono obbligatoriamente 40 km partendo dal campo di Heumensoord, alcuni dei quali devono inoltre portare un equipaggiamento di almeno 10 kg.
Direzione nord di Nimega, attraverso la regione di Overbetuwe, tra Waal e Reno, passando per villaggi come Lent, Oosterhout, Valburg o Elst. Il terreno è globalmente pianeggiante, ma l'euforia della partenza spinge spesso a camminare troppo veloce. La sfida del giorno: trovare il giusto ritmo fin dai primi chilometri.
Direzione ovest, attraverso i polder del Land van Maas en Waal, fino alla vivace piazza di Wijchen. La stanchezza del giorno precedente comincia a farsi sentire. È anche il giorno del Roze Woensdag («Mercoledì rosa»): abitanti e marciatori si vestono di rosa per celebrare la diversità e l'inclusione, una tradizione diventata emblematica dell'intera settimana.
Considerata la giornata più difficile, soprannominata «la giornata delle sette colline». Il percorso attraversa foreste, vallate, pendii e vigneti intorno a Groesbeek e Berg en Dal. Dopo 60 o 100 km già percorsi, ogni salita pesa molto: è spesso qui che l'allenamento e la forza mentale fanno davvero la differenza.
La giornata più simbolica. Direzione sud verso Cuijk, con lo spettacolare passaggio su un ponte galleggiante militare installato sulla Mosa, prima del ritorno verso Nimega e l'ingresso trionfale sulla Via Gladiola.
La Via Gladiola è il soprannome dato alla Sint Annastraat, il grande viale attraverso cui i marciatori raggiungono Nimega. Decine di migliaia di spettatori vi si assiepano per applaudire, e i partecipanti ricevono tradizionalmente dei gladioli.
Perché questo fiore? Il suo nome deriva dal latino gladius («spada»), ed era associato nell'antica Roma ai gladiatori vittoriosi. È così diventato il simbolo naturale dei marciatori che hanno superato i quattro giorni di sforzo.
Completare le quattro tappe nel rispetto delle regole permette di ottenere la Croce dei Quattro Giorni, una vera decorazione ufficiale riconosciuta nei Paesi Bassi, in particolare nel mondo militare.
Per ottenerla, è necessario:
Ogni edizione riunisce diverse migliaia di militari olandesi e stranieri. Nel 2025, 6 488 militari hanno preso il via da Heumensoord alle 4h30 del mattino. Il campo di Heumensoord accoglie abitualmente forze armate di oltre 25 nazioni.
I distaccamenti marciano in formazione, con una rigida disciplina di gruppo: l'obiettivo non è che i più veloci finiscano, ma che l'intera unità attraversi compatta il traguardo.
Percorrere 30 o 40 km una sola volta è alla portata di molti marciatori allenati. La vera difficoltà di Nimega è ricominciare il giorno dopo, e poi il giorno seguente ancora.
Una preparazione efficace si costruisce nell'arco di diversi mesi, sviluppando progressivamente la resistenza, la tenuta dei piedi e la capacità di recuperare da un giorno all'altro.
La marcia è accompagnata da un immenso festival popolare, le Vierdaagsefeesten. Nel 2026, le festività si svolgono dal 18 al 24 luglio, con oltre 1 000 artisti e 45 palcoscenici distribuiti in tutta la città, in gran parte ad accesso gratuito.
La Marcia di Nimega non è solo una performance sportiva: è una tradizione centenaria in cui militari e civili, olandesi e stranieri, condividono la stessa prova di resistenza — e la stessa emozione nell'attraversare, gladioli in mano, il traguardo della Via Gladiola.