
Che si tratti di cantieri, lavori di potatura, o qualsiasi altro mestiere comportante rischi di urti o di cadute, l'uso di una protezione per la testa si rivela indispensabile. Diverse norme europee permettono di determinare il livello e il tipo di sicurezza richiesto per assicurare un lavoro sereno al portatore di un casco o di un cappello da lavoro. Vediamo insieme in dettaglio le principali categorie definite da queste norme.
Sommario:
La norma EN 812 classifica i cappelli che permettono di proteggere la testa dagli urti contro gli oggetti duri e immobili. Gli impatti con questi ultimi possono provocare ferite superficiali o tagli a livello del cranio, la norma certifica quindi una protezione in questo caso di figure con cappelli robusti e solidi. Tali accessori sono dotati di una calotta areata che risponde alle esigenze di sicurezza della norma. Tuttavia, un cappello antiurto non previene i rischi di caduta di oggetti e non può quindi sostituire un casco. I cappelli sono quindi da privilegiare nei settori professionali in interni come quelli dell'industria, dell'agroalimentare, l'idraulica, la manutenzione, la riparazione automobilistica o qualsiasi altro settore che possa richiedere un lavoro in posizione abbassata o in ginocchio.

I caschi di sicurezza ad uso professionale sono regolamentati dalla norma EN 397. Questa si caratterizza per diversi criteri di esigenza. Il casco deve innanzitutto poter assorbire gli urti fino a 5 kN cioè circa l'equivalente di un oggetto di 500 kg. Deve essere resistente alla perforazione di una massa fino a 3 kg. Il casco deve inoltre essere resistente alle fiamme, prodotto con un composto durevole nel tempo e il suo sottogola deve poter sopportare una forza di 25 daN.
Un casco normato EN 387 deve presentare una marcatura che precisa come minimo il tipo di materiale di cui è composto il casco, la data di produzione, la taglia, la norma, il fabbricante e il nome del modello. Tutte le eventuali specifiche aggiuntive devono essere indicate. Ecco qui sotto un riepilogo di queste caratteristiche addizionali.
|
-20 °C / -30 °C / -40 °C |
Resistenza alle basse temperature |
|
+150 °C |
Resistenza alle temperature molto elevate |
|
Resistenza alla deformazione laterale |
|
|
Resistenza alle proiezioni di metallo fuso |
|
|
440 V CA |
Isolamento elettrico fino a 440 volt CA |
In aggiunta alla norma EN 397, i caschi possono essere certificati da norme aggiuntive per esigenze più specifiche. Le due principali sono le norme EN 12492 e EN 50365.
La norma EN 12492 riguarda i caschi di protezione per l'arrampicata e l'alpinismo. Questi caschi sono concepiti per il lavoro in altezza come la potatura degli alberi. Sotto questa norma, devono poter assorbire un urto verticale o laterale fino a 10 kN. Resistono alla perforazione di una massa di 3 kg, allo strappo e assicurano un forte mantenimento sulla testa anche dopo un urto violento. Il sottogola resiste a una forza di 20 daN.
La norma EN 50365 caratterizza i caschi isolanti per la protezione degli elettricisti. Tali caschi proteggono il portatore contro i rischi di elettrocuzione. Intervengono in caso di contatto elettrico durante lavori in prossimità di tensioni fino a 1000 volt in corrente alternata e 1500 volt in corrente continua. Questo tipo di caschi apporta quindi una protezione ben superiore alla specifica facoltativa 440 V CA dei caschi con la sola norma EN 397. Sono identificabili con un simbolo di doppio triangolo che deve essere apposto con le altre marcature.

Oltre alle protezioni della testa che procurano i caschi che abbiamo menzionato, altri DPI garantiscono la sicurezza degli occhi o delle orecchie. A questo titolo, certi caschi propongono soluzioni tutto-in-uno per una protezione ottimale.
In primo luogo la norma EN 352 definisce le protezioni antirumore. La classe EN 352-3 definisce in particolare i paraorecchie montati sui caschi di sicurezza. Il portatore è quindi protetto dai rumori che vanno da 20 a 35 dB.
La norma EN 1731 riguarda, dal canto suo, la sicurezza degli occhi e del viso con una protezione di tipo a griglia. Si tratta di una visiera incorporata nei caschi. Essa permette di evitare i rischi meccanici per il viso e gli occhi.
Queste protezioni saranno richieste ad esempio per i settori dell'ambiente forestale con la manipolazione di una motosega. In questo contesto il casco Pheos forestale del marchio Uvex cumula queste due esigenze per una protezione completa.

Come abbiamo appena visto, in funzione dei rischi ai quali potete essere esposti durante la pratica della vostra professione, è disponibile un'ampia gamma di protezioni per la testa. Che si tratti di un cappello antiurto o di un casco, conviene studiare bene le esigenze del vostro settore professionale per garantire la sicurezza sul vostro luogo di lavoro.